Wine bar Napoli: Giorgio Acampora e l’arte della Mix[en]ology

Twins è un piccolo cocktail/wine bar nel cuore di Napoli.
Esattamente si trova a Piazza Sannazzaro n°66. È una delle piazze storiche più caratteristiche e antiche di Napoli.
 
Per la sua accessibilità è un punto di incontro, un cosiddetto “porto di mare”. Vicino al centro, al Vomero, Posillipo e Fuorigrotta. Tanto apprezzata anche da turisti.
cosa fare a napoli
Il Twins è un piccolo salotto napoletano vintage. Dallo stile un pò retrò, lontano dallo stress e dal logorio della vita moderna.
Qui puoi passare momenti di piacevole spensieratezza. Dopo faticose giornate o come piacevole sosta è l’ideale. Assaporando un buon calice di vino o un cocktail sapientemente elaborati.
 
Al Twins, oltre che di cocktail, si parla anche di vino. Abbiamo in menù una piccola carta di vini, autoctoni e non. Una selezione di bollicine: prosecco, franciacorta e champagne, vini bianchi e rossi. Carta di vini che cambia ogni sei mesi per garantire sempre prodotti nuovi e di qualità.
 
Allo stesso tempo è per offrire vini con un rapporto qualità prezzo alla portata di tutti. I vini che selezioniamo in carta sono vini dalla facile beva o con un grado alcolico sostenuto.
 
Sono ad una temperatura di servizio controllata. Sono perfetti per ogni occasione: aperitivo, pre dinner o un dopo cena. Per l’aperitivo, i vini, come anche i cocktail, vengo affiancati da un piccolo food pairing.
 
Questo consiste in un piccolo tagliere di salame, formaggio e tarallini.
Per i nostri clienti cerchiamo prodotti sempre esclusivi e cocktails sempre piu ricercati. Qui nasce la mix”en”ology: arte di miscelare il vino.

I vini nella miscelazione

mixology
Quello della mixology, come quello della ristorazione è un settore in continua evoluzione. Ogni giorno che passa ci troviamo di fronte ad una clientela sempre piu esigente. Alla ricerca delle novità ma soprattutto che conosce la qualità del buon bere.
 
Abbiamo portato in carta alcuni cocktails rivisitati con la liquoristica italiana. Amiamo definirci un “amaro bar”, ma anche con il vino,prendendo spunto dai grandi classici. Un esempio è il nostro Stregoni. Rivisitazione del classico negroni, fatto con Strega (liquore campano), campari e aglianico.
 
Ideale come dopocena. Poi c’è il “red fox” fatto con Jameson, Sherbet agli agrumi della costiera, succo di limone e aglianico. ottimo come dopo cena o se vogliamo valido compagno con un secondo di carne.
Quantobasta: altro nostro signature, ideato per la competition di Cocchi. Cocktail di ispirazione futurista della categoria degli snebbianti. Gli ingredienti sono: vermouth cocchi, liquore strega e aglianico. Drink giusto per un dopocena, lo consideriamo quasi un cocktail da meditazione.
 
Molto più recente c’è spirulino, ideato per un evento a “Casa a Tre Pizzi”. Questo è stato accompagnato ad un piatto creato per una serata di “food pairing”. Gli ingredienti sono: gin infuso ai limoni grigliati, sciroppo di alga spirulina, succo di limone e fill di coda di volpe carbonata.
 
Queste sono solo alcune delle tante proposte che potrete trovare in quel di Sannazzaro.

Concetto e idea

Il concetto di miscelazione che nasce al Twins è quello del bere responsabilmente e bene. Valorizzando, soprattutto, i prodotti del nostro bel paese.
 
L’idea di miscelare con liquori e amari italiani nasce dopo una lunga gavetta circa 10 anni.
Roma è stata l’input. Lì il culto del bere bene è di casa. Ed è da lì che nasce la nostra passione per il beverage.
 
Gli ultimi anni abbiamo partecipato a tanti corsi di formazione e masterclass. Nel frattempo, durante il periodo di formazione, abbiamo avuto modo di girare i tanti bar della capitale. Esplorare un mondo che fino a pochi anni fa se ne sapeva ancora molto poco.

Progetti

Cerchiamo di valorizzare sempre di più la nostra città ed i prodotti del nostro territorio. Pensiamo che ben presto si possa pensare ad un’ altra attività che si parli di food. Accompagnando, ad esso, sempre da un calice di vino di qualità o un buon cocktail.
 
Tutto questo, rispettando sempre la nostra ideologia di ospitalità. La stessa che ci contraddistingue giorno dopo giorno in tutto quello che facciamo. E per questo progetto contiamo molto sui giovani come noi.
 
Noi che siamo contro i cervelli in fuga e vogliamo che questa città riparta proprio dai giovani. Quelli volenterosi, curiosi, quelli che si rimboccano le mani, quelli senza fronzoli e testadura come noi. Semplicemente puntiamo tutto su Napoli ed i giovani che hanno il la forza e la voglia di restare.

Amari italiani: la miscelazione del Twins Cocktail Wine Coffee

Amari italiani e mixology ormai sono un concetto che camminano a braccetto.
Non una moda, ma un vero e proprio nuovo modo di fare miscelazione dietro ad un bancone dove a farla da padrone ci sono shakers, giggers e tutto il mondo del bar.
Insieme a coloro che, oggi, possono definirsi dei veri e propri chef grazie alle numerose tecniche di preparazione di tipo culinario che utilizzano nelle proprie ricette: i bartenders
In quest articolo vi proponiamo le nostre ricette (realizzate da Giorgio Acampora e Ugo Acampora) rivisitate con amari e liquori italiani per il Twins Cocktail Wine Coffee.

La punta

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Amaro italiano utilizzato: Cynar
Preparato da Ugo Acampora

Cocktail di ispirazione messicana, nato dal connubio tra tequila reposado di carattere forte e amaro Cynar.

In quest ultimo l’immagine dell’etichetta della bottiglia di un carciofo riproduce fedelmente la pigna della pianta d’agave appena tagliata.

Il tutto unito da succo di lime,sciroppo d’agave e top di ginger beer con una crusta di sale alla paprika piccante.

Il Cynar è un liquore a base di carciofo creato nel 1948 dall’imprenditore veneziano Angelo Dalle Molle e prodotto inizialmente dall’azienda G.B. Pezziol di Padova. Divenne popolare con i caroselli televisivi degli anni sessanta

Il liquore è a base di essenza di foglie di carciofo e infuso di tredici erbe e piante, ha un sapore dolce-amaro e un colore ambrato scuro. La sua gradazione alcolica è di 16,5 gradi.

Nasce come aperitivo e come digestivo  dal momento che contiene cinarina, sostanza estratta dal carciofo che favorisce la digestione.

Montefuji

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Amaro italiano utilizzato: Montenegro

Cocktail che vede l’alleanza tra Italia e Giappone.

Monte sta ovviamente per Amaro Montenegro e Fuji è associato al Sake, famosissimo prodotto alcolico nipponico.

Con l’aggiunta di sciroppo alla mandorla per i tratti somatici asiatici, succo di lime per dare un po di acidità e acqua ai fiori d’arancio che ricorda il profumo degli fiori di ciliegio.

L’Amaro Montenegro è un amaro italiano prodotto per la prima volta nel 1885.

La sua produzione avviene nello stabilimento di San Lazzaro di Savena (Provincia di Bologna) di Montenegro S.r.l.

Il creatore dell’amaro fu Stanislao Cobianchi, un giovane bolognese predestinato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica.

Da Bologna decise tuttavia di intraprendere un viaggio per il mondo che lo portò alla scoperta di insolite specialità botaniche.

Good Boy

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Liquore italiano utilizzato: Disaronno
Preparato da Giorgio Acampora

Rivisitazione odierna del famosissimo Good Mother.

Il Goodboy vede l’inserimento di una vodka aromatizzata al caramello, con una vaporizzata di Amaro Averna, Amaretto disaronno e bitter all’arancia.

L’amaretto è un liquore aromatico a base di erbe e mandorle amare e altri ingredienti come ciliegie, prugne, cacao, erbe diverse e zucchero. Il più noto è quello di Saronno.

Nonostante il nome, l’amaretto non appartiene alla categoria degli amari.

Come molte ricette a base di mandorle, è di antica tradizione e affonda le sue origini nel 1500.

Nella città di Saronno venne commissionato al pittore Bernardino Luini un affresco che ritrae la Madonna e l’Adorazione dei magi. L’affresco è tutt’oggi visibile nel Santuario della Beata Vergine dei Miracoli.

La leggenda narra che nel periodo in cui il pittore soggiornò a Saronno alloggiasse presso una locandiera di particolare bellezza, di cui si innamorò al punto da usarla come modella per la sua Madonna.

Per ringraziarlo, lei gli offrì un elisir di erbe, zucchero tostato, mandorle amare e brandy che venne immediatamente apprezzato e si diffuse in pochissimo tempo.

Ice Tea

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Amaro italiano utilizzato: Lucano

Alla vista sembrerebbe un classico thè al limone.

Invece è una fantastica rivisitazione del whiskey sour con l’aggiunta dell’Amaro Lucano e un top di ginger beer.

Nato dalla voglia di stravolgere un pó la classica idea di bere miscelato.

L’Amaro Lucano è un liquore dolce amaro a base di erbe prodotto dalla Amaro Lucano S.p.A. a Pisticci Scalo, in provincia di Matera.

Il motto dell’azienda, che appare nell’etichetta iscritto in una banda tenuta da un’aquila, è Lavoro e Onestà.

L’invenzione dell’amaro risale al 1894 ad opera di Pasquale Vena, proprietario dell’omonimo biscottificio nel paese di Pisticci e pasticciere che produceva empiricamente l’amaro mescolando diverse erbe officinali.

Nel 1900, l’Amaro Lucano ottenne notorietà a livello nazionale, da quando i Vena divennero fornitori ufficiali della reale Casa Savoia, il cui stemma appare sull’etichetta.

Don Raffaè

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Vermouth utilizzato: Vermouth Dry

Cocktail rinfrescante nato dalla rivisitazione di un grande classico della miscelazione: cocktail caruso.

A sostituire la crema di menta ci pensano 5/6 foglioline di menta e l’aggiunta di un po di sciroppo agli agrumi.

Tutto shakerato insieme al gin e al vermouth dry.

Il vermut, o vermutte, oppure vermouth in grafia francese e vèrmot in quella piemontese, è un vino aromatizzato creato nel 1786 a Torino.

È riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale italiano ed è un ingrediente primario di numerosi cocktail.

Dal 2017 è un’indicazione geografica registrata.

Strega Tai

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Liquore italiano utilizzato: Strega

Cocktail esotico,fresco,estivo e di facile bevuta. 

Nasce dalla sostituzione dell’orange curaçao al liquore beventano Strega e inserendo all’interno uno sciroppo di falernum che dona al drink un’ottima speziatura.

Liquore Strega è un liquore forte (40%) e deciso nato nel 1860 le cui componenti sono 72 tra erbe e spezie con base vodka. 

Il colore giallo paglierino è dato dall’infusione dello zafferano.

La ricetta per la produzione dello Strega è, analogamente a quella di molti altri liquori, segreta.

Essa è nota solo a poche persone addette a preparare le dosi dei vari ingredienti, che vengono numerati e riposti in apposite cassette di legno.

Gli operai che poi preparano materialmente la miscela delle 70 erbe conoscono solo i quantitativi degli ingredienti numerati, ma non ne conoscono la natura.

In tal modo la ricetta può essere preparata da chiunque senza che ne sia rivelato il segreto.

Alcuni ingredienti particolarmente preziosi e costosi, come appunto lo zafferano, vengono inoltre conservati in ambiente controllato.

Conclusioni

Concludendo, possiamo dire che la miscelazione con gli amari italiani ed i liquori italiani 🥃 ad oggi è diventata molto versatile.

Si può spaziare tantissimo, anche perchè di amari e liquori particolari ed unici ce ne sono tantissimi.

Un’ottima iniziativa da parte delle aziende di amari e liquori italiani è stata, inoltre, lanciare delle competizioni 🍸.

Ogni anno sempre più competitive e sempre più ricche di bartenders che si sfidano a suon di shakers.

Le competizioni sono dei veri e propri eventi dove ci si può confrontare sul mondo del bar.

Spesso, dopo le competizioni, sopratutto per i vincitori inizia anche un periodo che li vede veri e propri ambasciatori dell’azienda.

Con l’organizzazioni di eventi e serate a tema, le aziende puntano a fortificare il proprio brand dando anche l’opportunità ai bartenders di mettersi in mostra.

Le competizioni sono anche un mezzo da parte delle aziende capace di accentuare la diversificazione dell’utilizzo dei propri prodotti.

Una cosa è certa, che oggi la mixology si fa sempre più interessante: tra chi la estremizza e chi la ricerca il giusto possiamo dire che è il trend del momento.

Trend che ha reso questo settore, quello del bartending, molto vicino a quello della cucina 👨‍🍳 per ideologia.

Perchè si può tranquillamente dire che prima la cucina era la sola ad essere considerata come ispiratrice di innovazione e creatività grazie alle idee ed allo studio di grandi chef.

Ma in fin dei conti, chef e bartenders non sono così diversi.

Ed oggi 🗓 questa cosa si avverte molto più di prima, per fortuna.